“La Zona grigia. Professionisti al servizio della mafia”

3 aprile 2008 ore 17.00 – Auditorium Rai
Sede regionale per la Sicilia – Viale Strasburgo 19, Palermo
Presentazione del volume
“La Zona grigia. Professionisti al servizio della mafia”
di Nino Amadore

Oltre all’autore, parteciperanno all’incontro: Ettore Artioli, vicepresidente di Confindustria; Enrico Sanseverino, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo; Santo Russo, presidente dell’Ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Palermo. Modera i lavori: Salvatore Cusimano, giornalista Rai

Gli imprenditori siciliani hanno integrato il codice etico con indicazioni precise di non collaborazione con le cosche, di obbligo di denuncia per le richieste del racket. Una strada che dovrebbe essere seguita anche dagli Ordini professionali vista la mole di soggetti coinvolti in inchieste di mafia e spesso condannati. Commercialisti, avvocati, ragionieri, architetti, ingegneri, medici e così via coinvolti in inchieste di mafia, condannati e spesso rimasti al loro posto a presiedere i loro ben avviati studi professionali. Sono pure loro i rappresentanti della società civile cui si è rivolto anche il presidente della Repubblica recentemente, con un appello alla solidarietà antimafia. I rapporti dei liberi professionisti con la mafia, quell’intreccio diabolico che ormai va sotto il nome di “zona grigia”, insomma le collusioni, penalmente rilevanti o meno, sono l’oggetto di indagine del libro La zona grigia, professionisti al servizio della mafia, scritto dal giornalista del Sole 24 Ore Nino Amadore. Il tentativo dell’autore è quello di cogliere i contorni delle collusioni, di capire quali e quanti professionisti sono stati censurati dai rispettivi Ordini professionali per conclamati rapporti con Cosa nostra. In Sicilia in dieci anni sono stati almeno 400 i professionisti finiti nei guai per aver avuto contatti con la mafia. «Il mio – spiega l’autore – è un tentativo: quello di disegnare i confini di questa zona grigia, di quantificare il fenomeno, di individuare le responsabilità». Responsabilità che, in tema di lotta alla mafia, ci sono e sono evidenti: sono quelle degli Ordini professionali i quali finora, a differenza di quanto fatto dagli imprenditori, si sono interrogati poco sulla necessità di prendere una posizione netta contro il crimine organizzato. «Gli Ordini – continua Amadore – hanno un ruolo importante nella nostra società. Ecco perché io credo che una condanna chiara senza equivoci della mafia, che abbia magari un riscontro nei codici deontologici, potrebbe avere un effetto rivoluzionario. E impedire, per esempio, che un commercialista sospettato di aver riciclato il denaro di una cosa possa dire: mica posso chiedere la fedina penale ai miei clienti». (Agi) Giornalista, 40 anni, Nino Amadore lavora al Sole 24 Ore dalla fine del 2003. Dalla redazione di Palermo segue i fatti di Sicilia e Calabria e coordina le pagine dedicate a queste due regioni nel supplemento Sud che esce in allegato al Sole 24 Ore il mercoledì. Per il quotidiano economico segue le questioni legate allo sviluppo del Mezzogiorno e alla criminalità economica. Messinese, Amadore è a Palermo dal 1997 e prima di approdare al Sole 24 Ore ha lavorato per il quotidiano Oggi Sicilia, per Centonove e ha collaborato con varie testate. Questo è il suo primo libro.

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