Ricordiamo Mario Francese

La sera del 26 gennaio 1979, il “cronista giudiziario” del Giornale di Sicilia, Mario Francese, fu ucciso da un sicario mafioso davanti al portone di casa sua, in viale Campania, a Palermo. Era un personaggio “troppo scomodo” raccontava tutto, anzi troppo. Era un cronista che aveva una fortissima passione per il suo lavoro, tanto da lasciare, per questa, un comodo posto di impiegato regionale. Questa sua stessa passione, ventinove anni fa gli costò la vita. Lui, che era così bravo nel raccontare minuziosamente i dettagli di tutti i processi e di tutte le vicende interne a cosa nostra, lui, che era così abile da suggerire all’accusa del processo a don Agostino Coppola le domande da sottoporre all’imputato, lui, che sveva assistito a una rissa e aveva chiamato la polizia e scritto tutti i dettagli in un articolo, era troppo pericoloso.
Ormai un uomo così onesto ci è stato strappato, è stato strappato alla vita, ma con la memoria possiamo ricordare lui e tutti gli uomini come lui, che con la loro onestà hanno fatto di tutto per cambiare la Sicilia e aprire gli occhi ai siciliani. Nella memoria si impegnano sia le istituzioni che la società civile:
in questi giorni,

L’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) e il Comune di Bagheria omaggeranno il suo ricordo. Bagheria intitola una strada al giornalista Mario Francese. Oggi, venerdì 25 gennaio, a villa Cattolica, Bagheria ricorderà il cronista caduto per mano mafiosa, nell’ambito dell’incontro conclusivo del premio a lui intitolato dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia. L’amministrazione comunale, poi, alle 15.00, intitolerà al cronista una strada della frazione marinara di Aspra; via Chiusa diverrà via Mario Francese.In mattinata, dopo l’inaugurazione di “Una vita in cronaca”, mostra fotografica in 25 pannelli dedicata alla storia di Mario Francese e dopo la consegna delle borse di studio del premio, si svolgerà una tavola rotonda, “La notizia sotto assedio – Corsa ad ostacoli delle tante scomode verità dell’Informazione”, con grandi firme del giornalismo italiano. Saranno presenti Gianni Riotta, direttore Rai del TG1, Giovanni Minoli, direttore di Rai Educational, Vincenzo Vasile, giornalista de l’Unità, Gaetano Savatteri, del TG5, Giovanni Pepi, condirettore del Giornale di Sicilia e Francesco La Licata, de La Stampa. Ed ancora il Pm Maurizio De Lucia, padre Francesco Michele Stabile ed il vice questore aggiunto Gioacchino Genchi. Previste anche le testimonianze dei giornalisti Lirio Abbate, Nino Amadore e Dino Paternostro.
Dopo i saluti del sindaco di Bagheria Biagio Sciortino, introdurrà i lavori il presidente dell’Ordine di
Sicilia, Franco Nicastro ed Egle Palazzolo modererà il dibattito. L’Unci ricorda Mario Francese – A 29 anni dall’omicidio di Mario Francese, il Gruppo siciliano dell’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) ricorderà il sacrificio del cronista con una cerimonia che avrà luogo domani, sabato 26 gennaio, sul luogo dell’agguato. L’appuntamento è per le ore 8,30, davanti al cippo che ricorda il barbaro omicidio, in viale Campania. Saranno presenti, oltre ai vertici regionali dell’Unci, la vedova ed i figli di Francese, tra cui Giulio, anch’egli giornalista e che fu tra i primi a raggiungere il luogo del delitto anche se non gli fu detto subito che il cadavere di quell’uomo ammazzato, coperto da un lenzuolo insanguinato, era il cadavere del suo papà. “Mario Francese, così come gli altri sette giornalisti uccisi in Sicilia dagli anni ’60 ad oggi – ha dichiarato il Presidente dell’Unci Sicilia, Leone Zingales – saranno ricordati il prossimo 3 maggio a Roma, in Campidoglio, nel corso della Prima ‘Giornata della Memoria a ricordo dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo’. La proposta del Gruppo siciliano dell’Unione cronisti – ha proseguito Zingales, ideatore dell’iniziativa – è stata approvata all’unanimità nel novembre del 2006 nel corso di un consiglio nazionale dell’Unci che si è svolto a Viareggio. Oltre Mario Francese verranno ricordati: Mauro De Mauro, Cosimo Cristina, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Carlo Casalegno e tutti quei cronisti uccisi dal terrorismo internazionale o in zone di guerra. L’istituzione di una Giornata ad hoc per questi giornalisti fa il paio con il Giardino della Memoria di Ciaculli, a Palermo, che vede impegnati da alcuni anni cronisti e magistrati in una particolare iniziativa di legalità sul versante della lotta contro la mafia. Il sito, lo scorso 15 giugno, è stato visitato anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha incontrato i familiari delle vittime della mafia.
Tratto da guidasicilia.it
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