Come la coda di una lucertola, Cosa Nostra si rigenera

Come la coda di una lucertola, Cosa Nostra si rigenera. Nonostante l’arresto dei Lo Piccolo e nonostante l’arresto, a Ottobbre, dell’organizzatore delle riscossioni del pizzo negli autosaloni, Enrico Scalavino, il controllo del pizzo continua a passare di mano in mano. Ieri sono stati infatti arrestati il mandante, Pietro Tumminia, e due esattori che hanno continuato la tradizione di estorcere 2ooo euro l’anno all’autoconcessionaria Hunday di Palermo. Non ostante l’arresto di Scalavino il controllo sugli autosaloni è passato a un nuovo “amministratore” delle estorsioni, che ha inviato i due estorsori alla concessionaria. Le estorsioni avvenivano ogni 6 mesi, infatti, quella registrata dalle indagini che hanno portato agli arresti di ieri, fu un estorsione avvenuta a Dicembre, che a detta degli aguzzini si sarebbe dovuta ripetere a Giugno.
L’amministrazione della grande impresa Cosa Nostra non si ferma neanche in questi momenti di grande controllo da parte delle forze dell’ordine, e che anzi il controllo degli affari, come una staffetta continua a passare di mano in mano senza mai arrestarsi. Arriverà il momento in cui si fermerà questa staffetta, in cui si darà il colpo di grazia a questa lucertola dalla coda immortale!

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